Amplificatore Home Theater: cos’è e come scegliere il modello giusto

Amplificatore Home Theater: cos'è e come scegliere il modello giusto

La resa sonora complessiva di un impianto Home Theater non è data da un singolo componente, quanto piuttosto dalla catena di tutti i dispositivi connessi, dalla sorgente al processore audio, passando per sintoamplificatore/preamplificatore, eventuali finali di potenza dedicati, diffusori e il loro posizionamento. Non tutte le componenti sono necessarie per tutte le configurazioni ma alcune, come ad esempio l’amplificatore, sono imprescindibili.

Per una sala Home Cinema servono 3 componenti principali (che possono essere integrate in un unico dispositivo o differenziate), più unamplificatore di segnale, più i finali di potenza dedicati e gli speaker.

I livelli di sofisticatezza di una sala sono tre, e il primissimo è quello del sintoamplificatore. È la componente che processa e decodifica i flussi audio/video di un Home Theater e che controlla l’intero sistema e il Surround; è il cervello del tuo cinema a casa, e include tutti gli input e gli output necessari.

Al secondo livello ci sono gli amplificatori; quando connetti un amplificatore al sintoamplificatore, quest’ultimo diventa un pre-amplificatore perché la parte di amplificazione viene gestita da uno o più amplificatori esterni. A differenza dei sintoamplificatori, i preamplificatori/processori non hanno amplificazione integrata, così da mantenere la migliore qualità sonora possibile e ridurre le interferenze. Per far funzionare il sistema, però, non basta il solo amplificatore: avrai bisogno di un preamplificatore/processore a monte e dei diffusori a valle.

Infine, c’è il processore di segnale (DPS) con amplificatore dedicato (anche solo per 1 o 2 o più speaker) e utilizzato solo in contesti di elevata qualità e per cinema commerciali. Una sala di tutto rispetto ha sempre più di un amplificatore, e componenti e cavi di qualità omogenea. Un diffusore da 10.000€, infatti, non può essere connesso ad un ampli da 1.000€.

Processori di segnale dedicati e amplificatori dedicati sono un must per sale cinema di alto livello.

Sintoamplificatore

Un sintoamplificatore è composto di varie parti:

  • Input A/V: Le entrate delle sorgenti audio e, in alcuni casi, video. Convogliano il segnale audio video agli altri dispositivi dell’Home Theater.
  • Decoder: Processa il segnale, lo interpreta (Dolby Atmos, DTS:X, Auro-3D., etc.) e lo equalizza, poi invia tutto a schermo/proiettore e diffusori. Include un convertitore di segnale che trasforma l’audio digitale in analogico, prima di inviarlo ai diffusori.
  • Output: L’insieme delle porte e delle componenti di uscita (S/PDIF, HDMI, USB, RCA).

Un sintoamplificatore fa sostanzialmente tutte o alcune di queste cose:

  1. Collega e commuta le sorgenti audio: Ogni sorgente audio del tuo Home Theater andrebbe sempre connessa al sintoamplificatore A/V. Grazie ai comandi di sezione del sintoamplificatore, è possibile passare facilmente da una sorgente audio all’altra.

  2. Collega e commuta le tue sorgenti video: Esattamente come per le fonti audio, i dispositivi di sorgente video sono collegati al sintoamplificatore A/V che, a sua volta, è collegato a un dispositivo di visualizzazione come Smart TV o proiettore. Questa configurazione semplifica notevolmente la selezione delle sorgenti video quando si desidera riprodurre un BlueRay, uno spettacolo registrato su un set-top box (come Apple TV) o qualsiasi altro gingillo multimediale. Nella maggior parte dei casi, basta selezionare ciò che vuoi guardare sul telecomando del sintoamplificatore e il gioco è fatto. Alcuni ritengono che, per ottenere la massima qualità video, sia preferibile evitare un sintoamplificatore e collegare direttamente il le sorgenti alla Smart TV o al proiettore; tuttavia, con l’avvento della connessione digitale HDMI (High-Definition Multimedia Interface), il degrado è nullo.
  3. Sintonizzazione Radio: Anche se non è una feature molto utilizzata, il sintoamplificatore spesso include anche un sintonizzatore radio. Alcuni modelli includono ricevitori radio satellitari per radio XM o Sirius. Quindi, se pensi di aver bisogno di questa feature, verifica che sia integrata nel modello del tuo sintoamplificatore. Considera però che poi c’è l’abbonamento mensile da pagare; in alternativa, ci sono modelli che includono la radio HD digitale, che invece è gratuita.
  4. Decodifica dei formati Audio Surround: A differenza del vecchio sintoamplificatore stereo tradizionale, un moderno sintoamplificatore è in grado di elaborare i formati audio surround come Dolby Atmos.
  5. Amplificazione dei segnali audio: Un’altra caratteristica distintiva di un sintoamplificatore A/V è il fatto che contiene almeno sette canali di amplificazione per gestire e alimentare gli altoparlanti. Nei sistemi di un certo livello, questa funzionalità è presa in carico da un Amplificatore dedicato.
  6. Fornisce l’interfaccia utente dell’Home Theater: L’interfaccia include il telecomando del sintoamplificatore, i display sul fronte del sintoamplificatore stesso e controlli OSD sullo schermo. La combinazione di tutti questi elementi consente di comandare tutti gli aspetti e i componenti elettronici nel tuo Home Theater.
  7. Funzionalità Avanzate: Oltre a tutte queste funzioni, i moderni sintoamplificatore offrono una serie di altre feature come la connettività Internet su WiFi o Ethernet, lo streaming musicale wireless tramite Bluetooth, lo streaming audio/video tramite DLNA/Miracast/Airplay, l’uscita audio multi-stanza e persino la calibrazione del suono con DSP. La presenza dell’una o dell’altra dipende tuttavia dalla marca, dal modello e dal prezzo del sintoamplificatore A/V.

Il dispositivo può spesso applicare effetti DSP (Digital Sound Processing), una sorta di filtri sonori che creano risultati particolari, suggestivi o che aumentano in generale la spettacolarità del suono.

Tra le funzioni avanzate di un amplificatore c’è anche l’equalizzazione dell’input (per un maggiore controllo della potenza in uscita) e la gestione dei ritardi tra diffusori, così da permettere un ascolto corretto anche in ambienti non perfettamente simmetrici.

L’amplificatore può essere integrato in un all-in-one o gestito da dispositivi ad ad hoc e separati.

Attenzione con HDMI. Se colleghi un dispositivo a una porta HDMI non compatibile con HDCP 2.2 (ad esempio un vecchio lettore DVD), riceverai un messaggio di errore quando provi a riprodurre contenuti protetti. Lo stesso vale se si tenta di trasmettere attraverso una porta non conforme a HDCP2.2. Tutti i dispositivi della catena devono essere in grado di confermare la connessione, altrimenti niente riproduzione.

Amplificatore: Cos’è

Un amplificatore è un dispositivo che acquisisce un segnale audio e lo amplifica ai diffusori per riprodurre l’audio. Un sintoamplificatore, invece, ha un amplificatore incorporato con in più alcune funzionalità extra, perché fa a che da sintonizzatore, preamplificatore e radio.

La differenza principale tra amplificatori e sintoamplificatore è nella filosofia di fondo: scegliere un amplificatore significa acquistare un sistema in cui tutti i componenti -amplificatore, preamplificatore, sintonizzatore, e così via- sono separati e autonomi; questa è la soluzione qualitativamente migliore. Di contro, se scegli un sintoamplificatore, ottieni che tutti componenti siano uniti in un unico dispositivo: preamplificatore, l’amplificatore e possibilmente il sintonizzatore. È una soluzione pratica, ma con grosse limitazioni e un netto calo della qualità complessiva; tra l’altro, non è neppure sempre l’opzione più conveniente a livello economico.

Amplificatori Autonomi

Molto banalmente, un amplificatore prende un piccolo segnale e lo amplifica (a fronte di un dispendio energetico) prima di emetterlo verso i diffusori. È un passaggio necessario perché altrimenti non ci sarebbe potenza sufficiente per far suonare gli altoparlanti.

È un dispositivo di tipo attivo (cioè alimentato) che preleva il segnale, ne crea una replica più potente, e lo propaga agli altoparlanti. Il fattore moltiplicativo è chiamato “guadagno” ed è espresso in dB.

L’amplificatore andrà quindi ad alimentare gli altoparlanti e il subwoofer, ma attenzione, perché non tutti gli altoparlanti sono compatibili con tutti gli amplificatori; esistono tantissimi amplificatori stereo Hi-Fi con caratteristiche e prestazioni a sé che non sempre combaciano con i dispositivi che già possiedi. Dunque è fondamentale informarsi in modo adeguato prima di effettuare una spesa importante.

Il processore è il cuore pulsante del tuo Home Theater. È la parte che emoziona e coinvolge, e la sua funzione principale è di ricevere, interpretare ed elaborare i segnali audio/video e di ritrasmetterli.

Il suono è causato dalla vibrazione dell’aria e il numero di onde al secondo (hertz) determina la frequenza del suono. La frequenza più bassa che l’orecchio umano può rilevare è di circa 20 Hz e la più alta intorno a 20.000 Hz o 20 kHz. Gli equalizzatori dividono questo spettro di frequenze in bande più piccole, rendendole più facili da controllare e modulare a proprio piacimento o per ottenere determinati effetti.

Le frequenze sono indicate su una scala con valore centrale di ‘0’, il che significa che è possibile ridurre l’amplificazione sonora o aumentare un determinato range di frequenze (il cosiddetto “guadagno”). Se il tuo AVR include un EQ parametrico, oltre al controllo del guadagno vedrai anche un valore chiamato “Q”. Quest’ultimo si riferisce alla larghezza di banda delle frequenze che stai regolando. Puoi scegliere di lavorare con una piccola gamma di frequenze o una più ampia alterando questo valore. Quando si mette a punto l’audio, è buona norma delimitare il più possibile la Q per ridurre l’amplificazione e ampliarla il più possibile quando si aumenta. 

Sintoamplificatore?

A rigor di logica, un sintoamplificatore all-in-one dovrebbe costituire una buona opzione perché include più funzioni rispetto al semplice amplificatore, e tutti gli altri componenti sono già integrati. Eppure, nella maggior parte dei casi non è affatto la scelta più conveniente. E la ragione è semplice.

Se stai solo tentando di creare un Home Theater e devi collegare in un unico punto Smart TV, altoparlanti, console e tutto il resto, allora un ricevitore è probabilmente la scelta migliore. Ma se sei un vero appassionato e un audiofilo, o se desideri usare un set di altoparlanti di qualità per la musica, allora hai bisogno della maggiore qualità possibile. In quest’ultimo caso, un amplificatore è la scelta più saggia.

E avere componenti separate non è un vantaggio solo dal punto di vista della qualità, ma anche del controllo e a lungo andare del risparmio. Se si guasta un sintoamplificatore all-in-one, o se cambiano le tue esigenze, non c’è modo di sostituire le singole parti: bisogna buttare via tutto e ricomprare un set nuovo. E se si guasta un amplificatore autonomo, il resto della sala continua a funzionare; se tutto è caricato sul medesimo sintoamplificatore all-in-one, al primo guasto, perdi tutto.

Scegliere l’Amplificatore Giusto

Potenza, frequenza, rumore, impedenza, efficienza e distorsione sono concetti fisici complicati da afferrare che tuttavia e potrebbero scoraggiare un utente alle prime armi. Ma sono proprio loro a fare la differenza tra un amplificatore adeguato e uno completamente sbagliato. In altre parole, non basta aggiungere un amplificatore qualunque alla sala per ottenere una buona resa sonora e delle vibrazioni perfette.

Tra l’altro, collegando tra loro componenti in modo dissennato e senza criterio, si rischia anche di danneggiare irreparabilmente le componenti dell’impianto. Per esempio, verrebbe naturale supporre che un amplificatore con più alta potenza nominale (in Watt) sia sempre necessariamente migliore di altri di potenza inferiore; e invece non è così. I diversi modi in cui i produttori calcolano la potenza rende difficile un confronto di questo tipo. Sembra contro-intuitivo, ma il medesimo ragionamento vale anche per qualità del segnale, efficienza del diffusore e impedenza.

Amplificatore: Entriamo nel Tecnico

I vari produttori possono scegliere se misurare la potenza erogata da un amplificatore in base al suo valore di picco o al suo valore medio (detto anche RMS). E non solo. Molte divergenze ci sono anche per la potenza erogata e per l’efficienza di diffusori e amplificatore. Infine, c’è la questione dei codec:

  • Corrente Alternata: La corrente fornita da un amplificatore a un altoparlante è alternata (CA). Ciò significa che il produttore può scegliere se misurarne la potenza in base al suo valore di picco o al suo valore medio (detto anche RMS). Gli amplificatori entry-level spesso vengono pubblicizzati col valore di picco, il che potrebbe indurre erroneamente che siano potenti quanto quelli costosi, almeno sulla carta. Ma l’equivoco nasce da questa dualità nelle specifiche.
  • Potenza erogata: L’altra cosa importante da conoscere è se la potenza erogata è totale o per singolo canale. Se stai alimentando sette o più altoparlanti da un amplificatore, dovrai conoscere quanta energia verrà erogata a ciascuno di essi in modo assolutamente preciso.
  • Qualità del segnale: Anche se formalmente l’amplificatore può erogare molta potenza, non è detto che il segnale sia pulito. È importante cercare prodotti caratterizzati da un basso THD (Total Harmonic Distortion) e un alto SNR (Signal to Noise Ratio). Anche qui vale il discorso di prima: una potenza notevole non è sempre sinonimo di qualità.
  • Efficienza del Diffusore: Anche il miglior amplificatore sul mercato avrà prestazioni inadeguate, se collegato a altoparlanti inefficienti. L’efficienza dell’altoparlante viene misurata posizionando un microfono a un metro di distanza e quindi eseguendo un singolo Watt di potenza. A quel punto, si misura il livello di pressione sonora (SPL) espresso in decibel. Ogni standard richiede dei valori minimi, ed è importante effettuare misurazioni in modo professionale per capire se il tuo impianto rientra nei parametri richiesti. In generale, un altoparlante più efficiente richiede meno volume per suonare bene e genera meno calore.
  • Impedenza: Il valore di impedenza dei diffusori in commercio è compresa tra 6 e 8 Ohm, e questo range è compatibile con la maggior parte degli amplificatori. Tuttavia, con altoparlanti a 4 Ohm bisogna prestare attenzione. Una riduzione dell’impedenza (cioè della resistenza) causa infatti un aumento di corrente, e dunque questo inciderà sulla quantità di colore prodotta.
  • Codec Supportati: I codec sono software che decodificano i segnali digitali in entrata. Per poter ottenere un’esperienza completa e variegata, è imperativo che il tuo amplificatore supporti i codec previsti dalle sorgenti. Altrimenti la magia si perde, e puoi dire addio all’esperienza del cinema a casa tua.

Il Tocco dell’Esperto

Per la scelta del modello ideale, è importante possedere una preparazione musicale di base che, troppo spesso, è assente. Ciò porta molti a ignorare l’importanza (o a travisare del tutto) nozioni come ad esempio la “dinamica.”

Nella terminologia musicale, la dinamica è la gestione delle intensità sonore e della loro gradazione da adottare durante l’esecuzione; per estensione, è ciò che determina gli aspetti stilistici e funzionali di una composizione. E questo concetto, fondamentale per l’esecuzione musicale, è importante anche durante per acquistare un amplificatore.

La scelta del modello di ampli ideale dipende quindi dalle dimensioni della sala, e dal livello del sistema Home Theatre. Se un sintoamplificatore (o amplificatore integrato multicanale) andrà bene per soluzioni di piccole o medie dimensioni, il processore audio e gli amplificatori finali sono consigliati per applicazioni di alto livello e in contesti professionali.

Lo standard attuale minimo di mercato per i i sintoamplificatori è il 7.1 canali, e come regola generale si può sempre usare un numero inferiore di diffusori rispetto alle capacità del sintoamplificatore, ma non conviene mai fare il contrario.

Dolby Atmos

Dolby Atmos - Rivoluzione suono 3D

Dolby Atmos supporta fino a 128 canali e 64 flussi audio, con speaker posizionati sul fronte, retro, in basso e sul soffitto. La configurazione minima Atmos è 5.1.2, cioè tre frontali, due surround, un subwoofer e due diffusori sul soffitto. Ciò consente di ricreare l’impressione di oggetti in movimento attorno e sopra di noi con una configurazione ragionevolmente semplice. Per ottenere la migliore esperienza possibile, tuttavia occorrerebbe per lo meno un 5.1.4, cioè tre diffusori frontali, due surround, un subwoofer, e quattro speaker in alto; in questo caso, però, serve un ampli a 9 canali.

In generale, più altoparlanti puoi aggiungere alla sala, e più precisamente verranno posizionati gli oggetti; dunque, più realistica sarà la tua esperienza.

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