Salotto la sera con il televisore acceso e due persone sul divano viste di spalle

Tempo di lettura: 7,7 min.

27 Maggio 2022

In questo articolo:

Alzi il volume per capire cosa si stanno dicendo. Trenta secondi dopo arriva l’esplosione, fa tremare i vetri e svegli mezza casa. Riabbassi, e ti perdi la battuta successiva. Se ti riconosci, non è il tuo televisore a essere difettoso: succede su quasi tutti quelli in commercio, e c’è un motivo fisico preciso. Qui trovi cinque passi per migliorare l’audio della TV, dal più semplice a quello che cambia davvero le cose, e il motivo tecnico per cui il problema dei dialoghi è l’ultimo a sparire.

Migliorare l’audio della TV: la risposta in breve

I primi due passi sono gratis e stanno nel menu: modalità audio dedicata alla voce ed equalizzatore. Il terzo, la soundbar, è il primo salto vero. Ma il problema dei dialoghi si risolve del tutto solo quando la voce ha un diffusore tutto suo, ed è una cosa che né il televisore né una soundbar possono darti, per come sono costruiti.

Perché i televisori sottili suonano male

Il motivo è banale e non si può aggirare: i televisori sono diventati sottilissimi, e in pochi millimetri non c’è spazio per altoparlanti degni di questo nome. Le casse sono piccole e quasi sempre rivolte verso il basso o all’indietro, quindi il suono parte nella direzione sbagliata, sbatte contro il mobile o contro il muro e arriva alle tue orecchie riflesso, in ritardo e impastato.

È il paradosso di ogni televisore moderno: più è elegante e sottile, più l’audio paga il conto. La buona notizia è che si recupera parecchio, e i primi due passi non costano niente.

1. Scegli la modalità audio giusta

Quasi tutti i TV escono di fabbrica su una modalità “Standard” che appiattisce tutto. Nel menu audio cerca le modalità CinemaFilm o soprattutto Voce (a volte si chiama “Dialoghi chiari” o “Parlato”): quest’ultima alza le frequenze in cui vive la voce umana e da sola risolve buona parte del problema.

Nello stesso menu disattiva gli effetti surround virtuali del televisore. Promettono di allargare la scena e nella pratica sporcano il centro, che è proprio dove stanno le voci.

2. Regola l’equalizzatore e potenzia i dialoghi

Se il televisore ha un equalizzatore, alza leggermente le medie frequenze e resisti alla tentazione di spingere i bassi: su altoparlanti così piccoli i bassi non escono comunque, e l’unico effetto è confondere ancora di più il parlato. Molti modelli hanno un’opzione dedicata di potenziamento dei dialoghi: vale la pena attivarla e ascoltare la differenza su una scena che conosci bene.

Qui finisce quello che si può fare gratis. Da qui in avanti si aggiunge qualcosa, perché quello che manca è fisico.

3. La soundbar, e dove si ferma

Con una soundbar si cambia categoria. Nessuna impostazione può creare casse che non ci sono, e una soundbar con il suo subwoofer porta un miglioramento che nessun menu può dare: dialoghi più puliti, bassi veri, un accenno di scena. È l’intervento con il miglior rapporto fra risultato e spesa, e per moltissime case è più che sufficiente.

Vale però la pena sapere dove si ferma, perché è il punto che quasi nessuno ti dice: una soundbar resta un unico oggetto davanti a te. Può simulare la larghezza, non può metterti il suono attorno, e soprattutto deve far uscire voci, musica ed effetti dallo stesso posto. Ne abbiamo parlato nel confronto fra soundbar e home theatre.

4. Cura la posizione e la stanza

Anche il miglior apparecchio soffre in una stanza che gli lavora contro. Il suono deve poter arrivare verso chi ascolta, non essere ingoiato da una nicchia chiusa o da un mobile che lo copre: se la soundbar sta dentro un vano del mobile, metà di quello che hai speso resta lì dentro.

Conta anche cosa c’è nella stanza. Superfici dure, vetri e pareti nude rendono il suono metallico e allungano la coda di ogni parola, che è il modo più efficace per rendere incomprensibile un dialogo; tende, tappeti e librerie fanno il contrario. È lo stesso principio, in scala ridotta, del trattamento acustico di una sala vera.

5. Controlla la sorgente e la porta

L’ultimo passo è invisibile e viene saltato quasi sempre. Verifica che la sorgente, che sia il decoder, la console o il lettore, stia mandando l’audio migliore che ha, e che il televisore lo passi senza rovinarlo.

Se colleghi una soundbar o un impianto, la porta giusta è HDMI eARC. La differenza con la vecchia ARC non è un dettaglio: ARC trasporta circa 1 Mbps e basta per i formati compressi, eARC arriva a 37 Mbps ed è l’unica che fa passare i formati senza perdita, Dolby TrueHD e Atmos compresi. Un buon impianto attaccato alla porta sbagliata suona a metà delle sue possibilità, e nessuno se ne accorge.

Il vero motivo per cui i dialoghi non si capiscono

Qui arriviamo al punto, ed è la cosa che spiega tutte le altre. Nei film i dialoghi non sono mescolati con il resto: stanno su un canale a parte, il canale centrale. Chi ha missato quel film ha messo le voci lì, separate dalla musica e dagli effetti, perché arrivassero da un diffusore piazzato sotto lo schermo e puntato sugli spettatori.

Schema per migliorare l'audio della TV: dal televisore la voce arriva rimbalzata insieme al resto, dal diffusore centrale arriva diretta

Un televisore quel canale non ce l’ha. Deve ripiegarlo dentro le sue due casse insieme a tutto il resto e spararlo verso il basso. Una soundbar fa un lavoro migliore, ma resta un oggetto solo: la voce esce dallo stesso punto della colonna sonora e dell’esplosione.

In un impianto vero, già da un sistema 5.1, quel diffusore esiste davvero e non fa altro che voci. Ed è il motivo per cui il problema per cui hai cominciato a leggere non viene compensato, viene proprio a mancare: non stai alzando il volume delle voci, stai semplicemente dando alle voci il posto che avevano nel film.

Schema per migliorare l'audio della TV: dal televisore la voce arriva rimbalzata insieme al resto, dal diffusore centrale arriva diretta

E se su quel televisore ci guardi anche i film

C’è una domanda che a questo punto vale la pena farsi, e riguarda l’immagine invece del suono. Se su quel televisore ci guardi anche i film, il televisore è la cosa giusta per farlo?

Un televisore, per quanto grande, resta un rettangolo acceso su una parete. Una serata al cinema è un’altra cosa, e il salto non è solo di dimensione: è il buio, è l’immagine che occupa il campo visivo, è il suono che ti circonda. La differenza fra le due strade la abbiamo messa nero su bianco in TV o proiettore.

L’obiezione arriva sempre a questo punto: non ho una stanza da dedicare al cinema, e non voglio un telo appeso in salotto tutto il giorno. È esattamente il problema che risolviamo più spesso. Il telo può stare dentro il controsoffitto e non vedersi: scende quando serve, il proiettore si accende insieme a lui, le luci calano da sole. Un tasto, e il salotto diventa una sala. Un altro tasto, e il telo risale nel soffitto: torna a essere un salotto, con il televisore al suo posto.

Sono impianti che realizziamo abitualmente, e la parte che i clienti apprezzano di più non è la tecnologia ma il fatto che si comandi con un tasto solo. È il concetto di media room: un ambiente che resta vivibile di giorno e diventa cinema la sera, senza sacrificare una stanza intera. Il percorso comincia dove sei adesso, cioè da un audio che non ti soddisfa, e da lì si può salire un gradino alla volta.

Prenota una visita: chiama lo 0445 1911502 o scrivici da qui. Se sei un architetto o un progettista, richiedi la nostra guida alla progettazione.

Domande frequenti (FAQ)

Perché i televisori sono sottilissimi e in quello spazio non entrano altoparlanti di qualità. Le casse sono piccole e quasi sempre rivolte verso il basso o all’indietro, quindi il suono rimbalza su mobile e pareti prima di arrivare a chi ascolta: il risultato è poco chiaro, senza bassi e senza spazialità.

Nel menu audio attiva la modalità “Voce” o “Dialoghi chiari”, alza leggermente le medie frequenze nell’equalizzatore e disattiva gli effetti surround virtuali. Sono ritocchi gratuiti che risolvono buona parte del problema. Se non bastano, il passo successivo è una soundbar con potenziamento del parlato.

Dipende da cosa cerchi. Per un netto miglioramento quotidiano la soundbar è il miglior rapporto fra risultato e spesa. Un impianto con più diffusori serve quando vuoi che il suono ti circondi e che le voci abbiano un canale dedicato: sono due obiettivi diversi, non due livelli dello stesso prodotto.

È il canale su cui, nei film, viene missata la maggior parte dei dialoghi. In un impianto dal 5.1 in su viene riprodotto da un diffusore dedicato posto sotto lo schermo, che si occupa quasi solo delle voci. Televisori e soundbar quel canale devono ripiegarlo insieme a tutto il resto, ed è la ragione per cui i dialoghi restano il problema più difficile da risolvere.

Sì, ed è una delle richieste più frequenti. Il telo motorizzato viene nascosto dentro il controsoffitto e scende solo quando serve, con il proiettore che si accende in modo sincronizzato e le luci che si abbassano. A telo risalito la stanza torna un normale soggiorno con il suo televisore.

Ultra Experience, con sala demo a Bassano del Grappa (Vicenza), progetta e realizza sale home cinema e media room chiavi in mano, dal rilievo dello spazio alla taratura strumentale finale, compresi teli motorizzati a scomparsa e automazione degli scenari. È membro CEDIA e lavora secondo gli standard internazionali di progettazione audio e video.

Condividi articolo

Vuoi realizzare una Sala Home Theatre su misura?

Contatta il nostra team per una consulenza gratutita

    I tuoi dati sono al sicuro. Odiamo lo spam quanto te.

    Articoli correlati