Home Theater: Streaming, DVD o Blu-ray HD 4K?

Home Theater: Streaming, DVD o Blu-ray HD 4K?

La qualità costruttive e tecnologia di un Home Theater contribuisce solo al 50% della bontà dell’esperienza utente; l’altra metà del cielo infatti dipende interamente dalla qualità della sorgente audio-video d’origine.

Gli audiofili sono sempre molto attenti a reperire la fonte audio migliore possibile, e per ottenere lo scopo basta procurarsi una versione non compressa e ad alto bitrate del contenuto desiderato. Ma coi video le cose si complicano parecchio. Un’ora di filmato 4K non compresso, infatti, arriva a occupare tra gli 80 e i 110GB di spazio, e richiede dischi, connessioni e capacità di elaborazione molto efficienti e performanti. Ecco perché, per quanto concerne il video, la situazione è molto più frammentata.

In generale esistono tre tipologie di sorgenti diverse:

  • Streaming Online: Servizi che offrono contenuti in tempo reale, accessibili attraverso una connessione Internet tipo AppleTV+, Netflix e Amazon Prime Video.
  • Supporto Fisico: Dischi discreti che si inseriscono in un media player ottico, come cioè DVD, Blu-ray HD e la sua versione agli steroidi Blu-ray, il Ultra HD.
  • Streaming Offline: In questo caso, il contenuto viene scaricato da Internet ma la riproduzione avviene in locale, e non può partire fintanto che non è stato completato il download del film.

Tra i supporti fisici, la qualità migliore disponibile attualmente si trova sui Blu-ray 4K Ultra HD. In generale, i servizi di streaming come AppleTV+, Netflix e Amazon Prime garantiscono una qualità molto superiore ai DVD e spesso (coi contenuti più recenti) anche di Blu-ray Ultra HD. Tuttavia, dipendono strettamente dalla qualità della linea e dalla banda passante: in altre parole, senza una connessione fibra o fibra/rame di adeguate caratteristiche, la qualità viene ridotta drasticamente.

Streaming Online

Col termine “streaming online” ci si riferisce ad un contenuto audio o audiovideo di cui si fruisce scaricando i dati direttamente da Internet, in tempo reale. Si tratta di una soluzione estremamente più elegante e comoda, rispetto al tradizionale media player. Non richiede l’acquisto preventivo di un disco fisico né di un lettore dedicato; è istantanea (nel momento in cui desiderate vedere un contenuto, potete vederlo), se ne può godere anche sul cellulare o sul tablet, e in più è ragionevolmente economica, ma ha anche delle controindicazioni.

Senza Internet, ad esempio, niente serata Home Cinema; e se la connessione non è adeguata, anche la qualità verrà scalata di conseguenza. Infine, i film in streaming tendono ad essere più compressi rispetto a quelli su Blu-ray Ultra HD 4K, soprattutto per quanto concerne la parte audio. Limite che verrà senza dubbio superato a mano a mano che la velocità delle connessioni domestiche miglioreranno (già oggi si possono trovare contenuti in streaming 4K UHD con Dolby Atmos), ma fino a quando non avremo tutti una connessione in fibra, questo è quanto.

Inoltre, laddove con DVD e Blu-ray uno acquista fisicamente il possesso di un oggetto che resta di sua proprietà per sempre, nel caso dei noleggi immateriali di AppleTV+ o di Netflix, si acquisisce solo “la licenza di riproduzione.” In altre parole, esaurito l’abbonamento, non si può più accedere al contenuto.

Attualmente esistono diversi fornitori di streaming online. Qualcuno, tipo Apple, consente di acquistare il singolo contenuto e di vederlo tutte le volte che si desidera, per sempre; il modello che si sta imponendo in questo periodo, tuttavia, è quello dell’abbonamento: accesso illimitato a tutto il catalogo a fronte di un corrispettivo mensile fisso che si aggira attorno ai 5-15€ al mese a seconda del servizio e della qualità prescelta. I principali competitor sono:

  • AppleTV+: È il servizio di streaming con la mela. È uno dei più economici -4,99€ al mese e 12 mesi gratuiti se si acquisto un nuovo dispositivo Apple- ma è anche quello con meno contenuti disponibili. C’è da dire però che sul fronte della qualità (audio, video e contenutistica) è davvero di altissimo livello.
  • Disney+: Propone soprattutto titoli a marchio Disney, ma non solo. Ci sono pure Marvel Cinematic Universe, serie TV inedite, tutti i lungometraggi e i corti della Pixar, nonché la saga completa di Star Wars, incluse alcune serie TV mai andate in onda e le serie animate, e diversi prodotti della National Geographic. Costa 6,99€ al mese o 69,99€ all’anno.
  • Netflix: Con oltre 160 milioni di abbonati in tutto il mondo, è stata l’apripista del settore, creando sostanzialmente da sé un mercato che non c’era. Contiene migliaia di serie, film tv, documentari, Anime e cartoni animati, e in più sforna continuamente nuove serie e film molto apprezzati. Costa 7,99€ al mese in versione base, 11,99€ per la standard e 15,99€ al mese per la versione premium (contenuti in 4K).
  • Amazon Prime Video: Non è fornita come Netflix, né può contare sulla qualità di Disney+ o AppleTV+, ma offre chicche niente male. E in più è praticamente gratis; tutto il catalogo infatti è accessibile senza costi aggiuntivi agli iscritti Amazon Prime a 36€ all’anno o 3,99€ al mese.

Esistono anche altri fornitori minori, alcuni specializzati in nicchie molto specifiche di mercato. Per esempio NowTV, l’on demand di Sky,  consente di accedere allo sterminato catalogo ad un’ottima qualità di streaming ma ha costi non proprio trascurabili; DAZN (recentemente assurta agli onori della cronaca per i problemi di trasmissione durante le partite Inter-Cagliari e Verona-Lazio) e Eurosport Player sono specializzati in eventi sportivi, mentre Infinity attinge al catalogo di esclusive della casa madre Mediaset.

Supporto Fisico

Come detto, i supporti fisici sono basati su disco ottico sono tre. In ordine di qualità audio/video troviamo:

Lettore DVD

Sebbene sia ancora incredibilmente diffuso, il lettore DVD costituisce una tecnologia oramai ampiamente superata. La risoluzione del flusso video infatti non può superare i 720 x 480 pixel, vale a dire il doppio del VHS; a mo’ di paragone, basti sapere che qualunque TV 4K dei nostri giorni possiede una risoluzione pari a 4096×2160 pixel. Il risultato è un video poco definitivo, con colori slavati e pieno di cubetti nelle scene movimentate.

L’audio supporta  il Dolby® Digital 5.1 e/o il DTS, però niente Atmos. Un singolo disco DVD può ospitare fino a 2 ore di video, ma l’elemento di vera rivoluzione rispetto al suo predecessore era un altro: non era necessario riavvolgere il nastro alla fine. Sembra poco, ma parliamo di un mezzo nato nel lontano 1997 e che pertanto consideriamo inadeguato alle necessità di un modern Home Theater.

Blu-ray HD

È il successore del DVD, e porta in dote caratteristiche nettamente superiori. Si basa su una tecnologia di  laser blu che consente di aumentare la densità dei dati e infilare fino a 25GB di contenuti su un disco a singolo strato, o fino a 50GB su un disco doppio strato. Supporta il Full HD 1080p (1920 x 1080 pixels) oppure il 4K UHD (3840 x 2160 pixel) a 24 frame al secondo, su compressione MPEG-2, MPEG-4 AVC o VC-1.

Sul fronte audio, supporta PCM, Dolby Digital, Dolby Digital Plus. DTS, DTS-HD e Dolby Lossless(MLP). Come standard, viene impiegato su PlayStation, sui media player, nei sistemi compatti, nei drive per PC, sui jukeboxes e nei lettori portatili.

Il suo diretto discendente è il Blu-ray Ultra HD, un’evoluzione che regala lo stato dell’arte dell’alta definizione su disco.

Blu-ray 4K Ultra HD

Blu-ray-ultra-hd-4k

Gli Ultra HD Blu-ray sono gli unici supporti esistenti in grado di sfruttare davvero in pieno una TV 4K o un sistema Home Theater moderni. Grazie al supporto alla risoluzione 4K, all’HDR, ai miliardi di colori e al Dolby Atmos, rappresentano il non plus ultra della tecnologia su disco. E sebbene un moderno lettore Blu-ray 4K Ultra HD sia in grado di leggere il precedente Blu-ray HD, l’operazione contraria non è permessa per ragioni di compatibilità hardware; in altre parole, un semplice aggiornamento software non basta.

Rispetto al Blu-ray, questo standard offre una qualità visiva e sonora nettamente superiore: tutti i contenuti, tanto per cominciare, debbono essere codificati con una risoluzione di qualità Ultra HD (3.840 x 2.160 pixel) contro il Full HD del semplice Blu-ray, e ciò rende la fruizione perfetta su TV di ultima generazione e su proiettori 4K. Ma per una qualità ancora superiore, vengono adottati diversi altri stratagemmi tecnici:

  • HDR: Consente di migliorare luminosità e dettagli delle ombre grazie al supporto ai vari standard HDR; i principali sono il Dolby Vision (proprietario e chiuso) e HDR10 (libero e aperto). I contenuti HDR offrono generalmente un dettaglio eccezionale sulle alte e sulle basse luci, oltreché una resa cromatica più vibrante e naturale.
  • Più Colori: Il supporto a BT.2020 consente ai dischi Ultra HD di disporre di molti più colori rispetto al precedente REC709 utilizzato su Blu-ray e DVD. Ciò si traduce in una maggiore fedeltà cromatica. A patto di avere una tv o un proiettore che supportino la feature.
  • HEVC H2.65: Si tratta di un codec (codificatore/decodificatore) più sofisticato del precedente H.264 che permette di comprimere con maggiore efficienza e qualità a parità di spazio; rispetto al predecessore, però, è anche molto più avido di risorse.
  • Spazio su Disco: Per poter gestire tutte queste caratteristiche, un UHD Blu-ray può contenere fino a 66 GB su disco a doppio strato, e fino a 100 GB su uno a triplo strato (contro i 25-50 GB dei vecchi Blu-ray).
  • Audio: Il supporto alle codifiche Dolby Atmos eDTS:X, consentono di aggiungere un numero virtualmente illimitato di diffusori, e soprattutto di “posizionare” gli oggetti sonori in modo dinamico e indipendente l’uno dall’altro. Ciò significa che, senza perdere la compatibilità con le tradizionali colonne sonore in 5.1 o 7.1, è ora possibile far muovere i suoni anche da e verso l’alto, per una vera esperienza a 360°.
  • Connessioni: Poiché il Blu-ray 4K Ultra HD implementa la protezione anti-copia HDCP 2.2, occorre che tutti i componenti impiegati per la fruizione -TV 4K, ricevitore, lettore Blu-ray e i perfino cavi- siano esplicitamente compatibili. L’interfaccia d’elezione, in questo caso, è HDMI 2.1.

Per il momento è difficile prevedere se ci sarà un’ulteriore evoluzione dello standard Blu-ray. In linea teorica, Panasonic e Sony avrebbe già sviluppato il formato di prossima generazione, chiamato Archival Disc. È un disco protetto da cartuccia capace di contenere fino a 300GB di dati, ma si tratta di un prodotto pensato soprattutto per i professionisti, non i consumatori. In alternativa, ci sarebbe la tecnologia laser olografica che sfrutta la combinazione simultanea di più laser per leggere e scrivere i dati in modo tridimensionale sul disco per raggiungere capacità di stoccaggio importanti. Ma anche in questo caso, parliamo di tecnologie rivolte a specifiche nicchie di mercato. Per il momento, le fiches sembrano tutte puntate sui sistemi di fruizione basati su streaming online.

Streaming Offline

Laddove lo streaming online consiste nella visione di un contenuto proprio mentre viene scaricato, quello offline impone invece di terminare il download, prima di poter premere play. È il caso di alcune delle soluzioni di mercato meno diffuse e più particolari, che tuttavia possono interessare ad un determinato tipo di utenza con esigenze particolari.

Mettiamo il caso di un utente che abbia molti DVD e Blu-ray, ma non volesse trovarsi a dover inserire ogni volta il disco nel lettore. Potrebbe effettuarne il rip così da tenere tutto in un sistema di NAS locale collegato ad un mediaplayer o a un computer. In questo caso, la scelta d’elezione per il mercato ricade sulla francese Zappiti, un marchio di lettori estremamente versatili e potenti, capaci in buona sostanza di leggere qualunque formato esistente e futuro.

Zappiti

Si tratta di un una serie di set-top-box Android top di gamma, con supporto a 4K-HDR, DTS:X, Dolby Atmos e frame switching automatico, dotati di moltissime connessioni. I modelli più moderni consentono di leggere e riprodurre agevolmente video con risoluzione Ultra HD a 10-bit in formato HEVC o VP9 fino a 60Hz, oppure flussi codificati con le combinazioni di codec audio-video più esotiche, incluse tecnologie avanzate come HEVC-H.265 o e Dolby TRUEHD/Atmos o DTS-HD.

La qualità finale è mediamente perfino superiore all’originale, grazie alla tecnologia proprietaria MagicPixel che si occupa di migliorare la qualità video attraverso dei filtri e l’uso dell’intelligenza artificiale.

I contenuti possono essere caricati su pendrive, su hard disk oppure su dischi di rete, resi disponibile in WiFi o Ethernet: sono supportati tutti i principali protocolli di rete, da DLNA a SMB (Windows e Mac), inclusi FTP, AirPlay e ChromeCast.

L’uso di NAS consente di creare soluzioni ridondanti che proteggono l’integrità dei dati, e impediscono di perdere la libreria di contenuti anche in caso di guasti.

Un pensiero su “Home Theater: Streaming, DVD o Blu-ray HD 4K?

  1. Alberto Antoniazzi dice:

    Ottimo consulente che ti guida attraverso un percorso per trovare la soluzione più idonea alle varie esigenze. Molto concreto. Grazie.

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