Crisi del Cinema: trionfano tv e piattaforme di streaming

Quando si parla di grandi sale e intrattenimento multimediale, sono due i trend contemporanei e centripeti che hanno caratterizzato l’andamento di mercato: da una parte si è assistito ad una drastica contrazione degli incassi da parte dell’industria cinematografica, e dall’altro è cresciuto a dismisura la diffusione del Web, delle tv, oltreché di Media Room e Home Theater. E i due fenomeni sono strettamente interconnessi.

Qualche Dato

Per tutto il ‘900 è stato il mezzo di comunicazione principe; amato, conosciuto e straordinariamente diffuso, il cinema è gravemente malato da diversi decenni. Fino al secondo dopoguerra -quando le tv in casa si contavano col lumicino- il pubblico che ogni settimana calcava le sale era sette, otto volte superiore a quello odierno.

Poi, a ridosso dagli anni ’70, si è assistito ad un vero e proprio capitombolo. Nel giro di giro di 20 anni, dal 1961 al 1981, siamo passati da oltre 800 milioni di biglietti staccati ogni anno, ad un misero 100 milioni. Di lì in poi il flusso è rimasto pressoché identico, con qualche fluttuazione temporanea e di scarso rilievo.

E il bello è che, da 10 anni a questa parte, il costo del biglietto medio è rimasto praticamente invariato, sui 6 Euro e spiccioli (i dati tengono conto anche dei prezzi agevolati per studenti, degli sconti del mercoledì e le varie tessere; non solo del sabato sera e dei titoli in 3D); ciò significa in altre parole che, rispetto a tanti altri beni e servizi, oggi andare al cinema risulta più economico di un tempo; ma non sembra che questo influisca più di tanto sull’andamento generalizzato. Anzi, in media ogni cittadino italiano va al cinema solo 1,6 volte l’anno (Fonte ANEC Lombardia, 2017).

Ciò spiega come mai, sul fronte degli incassi, il cinema italiano tocca il minimo storico degli ultimi dieci anni. Era dal 2006 che non si vedevano risultati così avvilenti: 555 milioni di Euro per poco più di 85 milioni di biglietti venduti; meno 5% sui ricavi totali rispetto all’anno precedente.

E non è una tendenza solo italiana; anche in Francia si sono dovuti scontrare con un -4%, laddove in Spagna si è arrivati al -2%. I due estremi sono Germania col pesante -16% e UK, dove invece si è registrato un flebile miglioramento del +0,6%.

Un po’ sono le abitudini diverse, un po’ la crisi, e un po’ sarà anche il calo generalizzato di idee e qualità che funestano il settore; diciamoci la verità: quanti remake, prequel, sequel, reboot e spinoff si contano dello stesso franchise? È normale che, con una simile ripetitività e a lungo andare, qualunque fanbase alla fine si logori. Questo tra l’altro spiega parzialmente per quale ragione i film made in Italy trascinano più spettatori in sala rispetto al 2017, con un aumento degli incassi del +18%. Al contempo però gli incassi dei film stranieri segnano un -10%.

Ma il vero catalizzatore è stato la diffusione di altre tecnologie -smartphone, tablet, tv giganti e ragionevolmente economiche- e soprattutto di Internet che ha spezzato i vecchi equilibri.

Web & Streaming

La verità è che c’è un’offerta gigantesca di contenuti accessibili comodamente da casa su tv, smartphone, tablet, computer e dispositivi elettronici; e sebbene i produttori e distributori come Netflix, Amazon prime, Now Tv e Apple non si pongano in concorrenza diretta coi cinema, forniscono un eccellente intrattenimento a costi molto contenuti; un mese d’abbonamento spesso è paragonabile al costo di un singolo biglietto durante il weekend.

Certo, il catalogo non è sempre recentissimo, e per aumentare l’attrattiva deve far leva su contenuti originali e in esclusiva –mai l’ultimo blockbuster; tant’è che il cinefilo abbonato a Netflix di solito va anche al cinema per le ultime uscite. Ma l’accessibilità e la pervasività delle tecnologie stanno plasmando il costume e modificando le routine del divertimento.

Diverse Concause

 

Il fenomeno insomma va inquadrato in termini molto più ampi, e trova la sua ragion d’essere in diverse cause contemporanee, tra cui la tecnologia, i costi extra e la stagionalità:

1. Tecnologia

Grazie agli avanzamenti tecnologici, la Computer Graphics  e le tecniche di processamento digitale delle immagini hanno reso possibili mirabolanti effetti grafici che aumentano in modo drastico la sensazione di realismo. Oggi effettuare riprese con macchianri 8K non rappresenta un problema neppure con budget medio-bassi; risoluzione che risulta 15 volte superiore per numero di pixel rispetto ai più diffusi 1080p (il cosiddetto FullHD). Peccato che, per ragioni di contenimento dei costi, la maggior parte dei cinema sia rimasta ancora ferma ai vecchi 1080p, e che solo in circa duecento sale in tutta la penisola si raggiungano i 2 o 4K, ma mai gli 8K. E comunque, i lungometraggi con questa risoluzione rappresentano ancora una porzione minoritaria dei titoli distribuiti nel nostro paese.

Pensateci un attimo. Oggettivamente, l’unica vera novità del settore degli ultimi anni sono stati i film 3D, che tuttavia sono rimasti popolari solo tra le fasce demografiche più giovani. Al di fuori di questa nicchia, gli utenti tradizionalisti preferiscono il caro, vecchio 2D che tra l’altro ha pure il pregio di costare meno.

Parallelamente, l’industria high-tech ha reso disponibili pannelli LCD e OLED sempre più sofisticati, ampi e dalle risoluzioni importanti su cui si sono spostati gli investimenti familiari; come dire, con quel che spende una famiglia media per andare al cinema 6 volte l’anno, ci si compra mezzo televisore 4K. E qui subentra un’altra questione.

2. Costi Extra

Il costo medio del biglietto sarà pure inferiore ai 7 Euro, ma la realtà per l’utente medio è molto diversa; ad un biglietto da 7,5 Euro infatti spesso occorre aggiungere i popcorn, o le caramelle, o il gelato e una bibita; il tutto moltiplicato per ciascuno desi membri della famiglia.

Coi prezzi d’oggigiorno, si arriva facilmente a superare i 15 Euro a persona: praticamente come una pizza fuori. Ed è così che il cinema è passato dall’essere un dopo-cena al diventare una serata a sé stante.

Stagionalità

Può piacere o non piacere, ma il cinema è caratterizzato da un’estrema stagionalità che sulle piattaforme di streaming non esiste; mentre infatti su Amazon prime e Netflix le serie tv escono tutte insieme, lasciando all’utente la scelta del numero di puntate da spararsi ogni sera, con le grandi sale si notano invece evidenti strategie studiate a tavolino.

Per esempio, i film ad alto potenziale d’incasso e successo di solito vengono sempre rilasciati in inverno, perché fra freddo e la gente è meno prona a fare altre attività; le prime visioni invece partono sempre nel weekend, e mai in mezzo alla settimana, quando costa meno. Un metodo fastidioso ma efficace per massimizzare i profitti, e portare in sala tutte le tipologie di spettatore, compreso quello occasionale.

Conclusioni

Il futuro del cinema non è mai stato in ballo come è lo è adesso. E intendiamoci: per il momento è ancora prematuro parlare di estinzione, ma i segnali ci sono tutti. Il cinema, in altre parole, dovrà evolversi, adattarsi ai tempi e rendersi più competitivo per non sparire dalla circolazione. Ma non sarà facile.

Le tecnologie dedicate all’Home Entertainment stanno diventando sempre più ubique, economiche e di qualità. Con budget ragionevolmente modesti si può tirar su una Media Room e un Home Theater di cui gli utenti hanno il controllo totale: scelgono loro film, ora di riproduzione, e pause bagno; e non serve neppure sfilarsi le pantofole. Diteci voi come si può competere con una cosa così.

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