Home theater in soggiorno con un grande televisore: la differenza fra home cinema o home theater

Tempo di lettura: 7,1 min.

20 Luglio 2023

In questo articolo:

C’è una differenza che si capisce entrando, prima ancora di vedere un’immagine: in una stanza la luce si spegne del tutto, il rumore di casa resta fuori e l’unica cosa che conta è lo schermo; nell’altra si guarda un film dal divano del soggiorno, con la cucina a due passi. Le parole che usiamo per indicarle, in italiano, si confondono.

Home theater e home theatre sono la stessa parola, scritta all’americana e all’inglese; home cinema è il termine britannico per la stessa cosa, e in italiano i tre si usano come sinonimi. Nella pratica conviene però distinguerli: home cinema o home theater separano una stanza dedicata ai film da un impianto audio e video in un ambiente che fa anche altro.

Qui trovi da dove vengono le tre parole, la differenza concreta fra le due soluzioni, quando ha senso una sala dedicata e quando basta un buon impianto in soggiorno. In fondo, perché noi parliamo sempre di home cinema.

Home theater o home theatre: cambia solo la grafia

Home theater e home theatre indicano esattamente la stessa cosa: la prima è la grafia americana, la seconda quella britannica. L’Oxford Learner’s Dictionary registra home cinema come termine dell’inglese britannico e home theater come quello dell’inglese nordamericano, con la stessa definizione: un impianto che dà in casa un’esperienza simile al cinema.

In Italia le tre parole convivono. Wikipedia apre la voce con «home cinema o home theater», come equivalenti, e nei negozi si trovano tutte e tre sulle stesse scatole. Per questo chi cerca su Google scrive indifferentemente l’una o l’altra, e per questo vale la pena dare a ciascuna un significato preciso.

Home cinema o home theater: qual è la differenza?

La differenza vera non è nel nome ma nella stanza. Un home cinema è una sala dedicata, oscurata e progettata per guardare film; un home theater è un impianto audio e video, anche molto buono, inserito in un ambiente che resta un soggiorno, una taverna o uno studio. Il primo nasce dal progetto della stanza, il secondo dall’arredo.

Home cinema (sala dedicata) Home theater (ambiente condiviso)
Stanza dedicata ai film, progettata apposta soggiorno, taverna o studio che servono anche ad altro
Luce buio completo, luci regolabili luce di casa, finestre, superfici chiare
Schermo proiettore su telo, dimensione decisa dalla distanza delle poltrone grande televisore o proiettore a ottica ultracorta
Suono diffusori incassati, anche a soffitto per il Dolby Atmos, trattamento acustico diffusori a vista o soundbar, stanza così com’è
Quando si decide prima del cantiere: tracce, controsoffitto, isolamento a lavori finiti, come un arredo
Uso film e concerti, con l’attenzione tutta sullo schermo televisione, sport, giochi, film

Le due soluzioni hanno anche ordini di spesa diversi. Le cifre stanno in una sola pagina, quella su quanto costa una sala home cinema, dove sono spiegate fascia per fascia.

Quando ha senso una sala home cinema

Una sala home cinema ha senso quando c’è una stanza che si può dedicare, e quando si guardano abbastanza film da volerli vedere al buio, con il suono che arriva da ogni direzione. Contano tre condizioni: le dimensioni, l’altezza e la possibilità di intervenire sulle superfici prima che vengano chiuse.

Le dimensioni. La lunghezza della stanza la decide lo schermo: l’angolo di visione raccomandato dallo SMPTE per la proiezione, 43 gradi, porta la prima fila a circa 1,27 volte la larghezza del telo. Il documento CEDIA/CTA-RP22 chiede poi una distanza minima fra la testa di chi guarda e la parete più vicina, da 0,5 a 1,5 metri secondo il livello di qualità. Il calcolo completo è nella guida alle dimensioni di una sala cinema in casa.

L’altezza. Per il Dolby Atmos i diffusori in alto vanno incassati nel soffitto, a circa 45 gradi d’elevazione dalla poltrona secondo le linee guida Dolby. Con le orecchie a poco più di un metro da terra, il minimo pratico viene intorno ai 2,5 metri, e il controsoffitto se ne mangia 10-20 centimetri: è il vincolo che ferma più progetti.

Le superfici. Isolamento verso il resto della casa, trattamento acustico, colori scuri e opachi vicino allo schermo: sono scelte che si fanno con le pareti aperte. Ne parliamo nelle guide all’isolamento acustico e ai colori della sala. Molte sale nascono in un interrato: il caso tipico è la sala home cinema in taverna.

Quando basta un home theater

Un home theater ben fatto è la scelta giusta quando non c’è una stanza da dedicare, quando lo spazio serve anche a televisione, sport e giochi, o quando la luce non si può controllare. Non è una sala di serie B: è un’altra cosa, e fatta bene dà molta soddisfazione.

Le strade sono tre. Un grande televisore, oggi anche oltre i cento pollici, come spieghiamo nell’articolo sui televisori da 100 pollici. Un proiettore a ottica ultracorta, che sta a pochi centimetri dalla parete, raccontato nella guida alla Laser TV. E per il suono, diffusori veri invece della barra sotto lo schermo: la differenza è nell’articolo soundbar o impianto home theater.

Fra le due soluzioni c’è la media room: un ambiente che resta vivibile di giorno ma che, la sera, si oscura e suona quasi come una sala. È la strada per chi vuole di più di un soggiorno senza poter dedicare una stanza, e la trovi descritta nell’articolo sulla media room.

Perché noi diciamo home cinema

Noi usiamo «home cinema» perché descrive il lavoro che facciamo: progettare una stanza intera, non scegliere un impianto da appoggiare in un soggiorno. Le sale che realizziamo partono dalla pianta, dall’altezza e dalle pareti, e solo dopo arrivano proiettore, diffusori e sorgenti, scelti per quella stanza.

Nella nostra sala demo di Bassano del Grappa l’impianto è un Dolby Atmos 9.1.4, con quattro diffusori incassati nel soffitto, un proiettore laser su un grande telo e la correzione ambientale inseribile e disinseribile. Nella sala di Nakuru, in Kenya, nove poltrone motorizzate, un 9.2.4 e un soffitto stellato; il progetto completo è nel caso studio di Nakuru. I cinque ambiti che una sala deve tenere insieme sono nella pagina sui cinque pilastri del cinema in casa.

Cosa decidere prima, cosa misurare

Se la scelta è una sala, alcune decisioni si prendono prima del cantiere e poi non si correggono: quale stanza e a che piano, l’altezza netta dopo il controsoffitto, il passaggio degli impianti e il locale tecnico, l’isolamento verso le altre stanze. Se è un home theater, si decide dove stanno schermo e diffusori prima di scegliere i mobili.

In entrambi i casi ci sono numeri da misurare con uno strumento e non da stimare: il rumore che entra dall’esterno, il tempo di riverbero della stanza, la luce che arriva sullo schermo, la risposta dei diffusori alla poltrona. Sbagliare in una sala vuol dire riaprire pareti e controsoffitto; in un soggiorno, vivere con un’immagine slavata e un suono confuso.

La differenza fra le due soluzioni si capisce in pochi minuti seduti in una sala vera. Vieni a sentirla nella nostra sala demo di Bassano del Grappa, su appuntamento: chiama lo 0445 1911502 oppure scrivici da qui. Se sei un progettista, vieni con il tuo committente.

Domande frequenti (FAQ)

Home cinema e home theater sono la stessa cosa?

Come parole sì: l’Oxford Learner’s Dictionary registra home cinema come termine britannico e home theater come americano, con la stessa definizione. Nella pratica conviene distinguerli: home cinema indica una sala dedicata e oscurata, home theater un impianto audio e video in un ambiente che serve anche ad altro.

Si scrive home theatre o home theater?

Sono corrette entrambe: theater è la grafia americana, theatre quella britannica. Nel Regno Unito però la parola più usata per questo concetto è home cinema, e in italiano è quella che descrive meglio una sala dedicata ai film.

Serve una stanza dedicata per un home cinema?

Sì, per un home cinema vero: buio completo, isolamento e trattamento acustico si ottengono solo in una stanza pensata per questo. Per i diffusori Atmos incassati il minimo pratico è intorno ai 2,5 metri di altezza netta. Dove non si può dedicare una stanza, la strada è una media room progettata bene.

Una soundbar è un home theater?

È la forma più semplice di impianto audio per un televisore, ma non un home theater nel senso pieno: un vero impianto surround ha diffusori separati intorno a chi guarda, e un Atmos completo ne ha anche nel soffitto. La soundbar migliora l’audio del televisore; un impianto con diffusori veri cambia la scena sonora.

Chi progetta sale home cinema in Veneto?

Ultra Experience progetta e realizza sale home cinema chiavi in mano da Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza, e lavora in Veneto, nel Nord Italia, in Svizzera e all’estero. È membro CEDIA. Lo studio è dell’architetto Roberto Dalla Valle, che ha conseguito le certificazioni Control4 e Trinnov e lavora anche accanto ad architetti e studi di progettazione, come partner tecnico. La sala demo si visita su appuntamento: 0445 1911502 oppure scrivici da qui.

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