Isolamento acustico con il cartongesso: parete in costruzione con i montanti metallici, la lana di roccia fra i montanti e le lastre già posate su un lato

Tempo di lettura: 10,4 min.

3 Novembre 2026

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La parete nuova è bianca e liscia. Poi una sera il film parte a volume vero, e dalla stanza accanto si sente tutto: le voci un po’ meno, i bassi quasi come prima.

L’isolamento acustico con il cartongesso va da 51 a 69 decibel di indice Rw, a seconda di quante lastre si mettono, di che tipo e su quanti telai. Sui bassi, quelli di un film, lo stesso muro vale molto meno: nelle prove dell’Istituto Giordano la parete migliore sulla carta scende a 52.

Il principio (due masse e un vuoto, perché una controparete staccata vale sedici decibel e un placcaggio incollato sette) l’abbiamo spiegato in insonorizzare una parete. La domanda qui è più stretta: dentro una parete in cartongesso, quale decisione sposta quanti decibel.

Quanto isola una parete in cartongesso?

Una parete in cartongesso su telaio da 75 millimetri con lana minerale isola fra 51 e 66 dB di indice Rw nelle prove di laboratorio, e fino a 69 con lastre fonoisolanti. Il numero dipende da tre scelte: quante lastre per lato, di che tipo, uno o due telai. Lo spessore va da 100 a 190 millimetri.

Isolamento acustico con il cartongesso: tre pareti misurate dall'Istituto Giordano, una lastra in gessofibra per lato Rw 51 dB e 43 sui bassi, due lastre per lato Rw 61 e 54 sui bassi, doppio telaio con lastra centrale Rw 66 e 52 sui bassi

Parete su telaio da 75 mm, con lana minerale Rw misurato
Una lastra in gessofibra per lato, 100 mm 51 dB
Due lastre normali per lato, 125 mm 56 dB
Due lastre per lato, una ad alta densità, 125 mm 61 dB
Doppio telaio con lastra centrale, 190 mm 66 dB

Le misure vengono da rapporti di prova pubblicati dai produttori: Istituto Giordano n. 216301 per la prima riga, n. 350948 (Gyproc) per la seconda, n. 354382 e 354383 del 2018 (Siniat e Rockwool) per le ultime due. Sono numeri di laboratorio: in opera, fra due stanze vere, si perde sempre qualcosa.

Una lastra o due: il gradino da dieci decibel

Passare da una a due lastre per lato è il guadagno più grande che il cartongesso offre a parità di telaio. Nelle prove dello stesso laboratorio la parete con una lastra per lato si ferma a 51 dB, quella con due arriva a 61: dieci decibel, per 25 millimetri di spessore in più.

Dieci decibel sono la differenza che a mille hertz l’orecchio percepisce come un rumore dimezzato. La parete da 51, fra l’altro, usa una lastra in gessofibra, più pesante di una lastra normale.

La seconda lastra sposta anche la risonanza della parete. Ogni parete doppia ha una frequenza di risonanza, sotto la quale le due facce smettono di lavorare separate e la parete isola poco. Con la formula della risonanza massa-aria-massa dei manuali di acustica edilizia, lastre da circa 9 chili al metro quadro e un’intercapedine di 75 millimetri, una lastra per lato mette quella frequenza intorno a 103 hertz; due lastre la portano intorno a 73.

Il tipo di lastra vale quanto il numero di lastre

A parità di telaio e di spessore, il tipo di lastra cambia l’isolamento fino a quattordici decibel. Knauf, nel sistema W112 (un telaio C75, due lastre per lato, lana), dichiara 55 dB con lastre normali, 62 con lastre ad alta densità su montante da 100 e 69 con lastre fonoisolanti.

Le lastre ad alta densità pesano di più a parità di spessore; quelle fonoisolanti hanno un nucleo studiato per smorzare le vibrazioni invece di trasmetterle. Il risultato è che una parete da 125 millimetri con le lastre giuste batte una parete più spessa fatta con lastre comuni, e in una stanza dove ogni centimetro conta è la prima leva da usare.

Il cartongesso accoppiato, la lastra con l’isolante già incollato dietro, è un’altra cosa: si fissa al muro con l’adesivo, e il collegamento rigido gli toglie gran parte dell’effetto. Nelle misure citate in insonorizzare una parete guadagna sette decibel, contro i sedici di una controparete su telaio staccato con una lamina in gomma dietro la lastra.

Massa sì, ma soprattutto materiali diversi

Una parete in cartongesso isola meglio quando le lastre non sono tutte uguali. Ogni lastra ha una frequenza, detta di coincidenza, alla quale l’isolamento cede di colpo: per il cartongesso da 12,5 millimetri cade fra 3.000 e 4.000 hertz, secondo gli studi dell’Institute of Acoustics britannico. Lastre di spessore diverso e uno strato in gomma fra due lastre spostano e smorzano quel cedimento.

Con due lastre identiche il cedimento cade alla stessa frequenza e si somma. Con due lastre di spessore o di materiale diverso cade su due frequenze vicine ed è meno profondo. Una lamina in gomma fra le lastre aggiunge massa in pochi millimetri e trasforma in calore parte della vibrazione, invece di passarla alla lastra successiva. Le lamine fonoimpedenti usate nella campagna di misure Index pesano 5 chili al metro quadro in 4 millimetri, e il produttore ne dichiara la frequenza critica sopra gli 85.000 hertz, fuori dall’udibile.

Le pareti migliori di quella campagna, certificate dall’IEN Galileo Ferraris di Torino, sono costruite così. La parete in cartongesso da 54 chili al metro quadro che arriva a 59,2 dB ha una lastra con la lamina da un lato e due lastre con la lamina dall’altro. La controparete che porta un muro in blocchi da 25 centimetri da 53 a 69 dB ha una lastra preaccoppiata alla lamina, da 16,5 millimetri, e una lastra normale da 13.

Nella nostra sala demo di Bassano del Grappa la parete segue lo stesso criterio: due lastre di spessore diverso con una lamina di gomma in mezzo, la lana di roccia nell’intercapedine e un’altra lastra di gesso. Il guadagno sta soprattutto su medi e acuti, dove cade la coincidenza. Sui bassi del subwoofer decidono ancora la massa complessiva e la separazione delle due facce, come si vede più sotto.

Cartongesso o muratura?

A parità di spessore, una parete in cartongesso a doppia lastra isola più di un muro in laterizio. Nelle prove certificate citate in insonorizzare una parete una parete in cartongesso da 54 chili al metro quadro, con lastre diverse sulle due facce e lamine in gomma, arriva a 59,2 dB, un doppio muro in muratura da 260 chili si ferma a 52,3.

Il motivo è sempre lo stesso: il cartongesso su telaio è un sistema a due masse separate, il muro pieno è una massa sola. Il muro vince in un caso, quando serve massa sui bassi più profondi e lo spessore non è un problema. Per questo nelle sale vere le due cose si sommano: muro esistente più controparete.

I bassi: il numero che la scheda non mostra

L’indice Rw non dice come una parete si comporta sui bassi. Per quello la norma UNI EN ISO 717-1 prevede un termine correttivo, Ctr, pensato per il rumore del traffico e quindi ricco di basse frequenze. La somma Rw più Ctr è il numero più vicino a quello che sente il vicino quando parte un film d’azione.

Con questo numero la classifica cambia. La parete a doppio telaio con la lastra centrale ha l’Rw più alto, 66 dB, ma un Ctr di meno 14: sui bassi vale 52. La parete a telaio singolo con due lastre per lato ha Rw 61 e Ctr di meno 7: sui bassi vale 54, cioè due decibel in più con sei centimetri e mezzo in meno di spessore.

La spiegazione più probabile sta nella lastra di mezzo. Divide il vuoto in due intercapedini più strette, e ognuna ha la sua risonanza più in alto: sulle frequenze di un subwoofer il sistema a tre lastre perde il vantaggio che ha sulla voce. Il doppio telaio può restare la scelta giusta, ma va giudicato sul numero dei bassi, non sull’Rw.

Sotto i 100 hertz, poi, la norma non misura affatto: l’indice si calcola fra 100 e 3.150 hertz. Il canale degli effetti di un impianto Dolby lavora fino a 120, il subwoofer scende molto più in basso. Per una sala cinema la scheda tecnica è solo il punto di partenza.

Scatole elettriche, giunti e perimetro

Le scatole elettriche non tolgono niente all’isolamento, se sono messe bene. Nella prova n. 354382 la stessa parete è stata misurata senza scatole e con quattro scatole, due per faccia, sfalsate di circa 70 centimetri fra un lato e l’altro: 61 dB in tutte e due le configurazioni.

Il campione di quella prova aveva anche le altre due cose che in cantiere spariscono per prime: un nastro di polietilene espanso da 3 millimetri su tutto il perimetro del telaio, e i bordi sigillati con mastice acrilico. Senza, il numero di laboratorio non si ritrova in opera. Il manuale di fisica delle costruzioni di Rigips misura fino a 6 dB di differenza solo per come si chiude il giunto a soffitto.

Sono dettagli che si decidono sul disegno, prima di posare il primo profilo: dove passano le scatole, quanto si sfalsano, come si chiude il perimetro. Dopo, a parete chiusa, l’unico modo di correggerli è riaprire.

Quanto spessore costa

Ogni scelta che alza l’isolamento si porta via spazio: 100 millimetri per una lastra per lato, 125 per due, 190 per il doppio telaio. Ogni parete fatta con 190 millimetri invece di 125 toglie 6,5 centimetri alla stanza: su due pareti opposte sono 13 centimetri di larghezza, in una stanza da 15 metri quadri quanto basta a stringere una fila di poltrone.

Per questo, in una stanza piccola, la sequenza giusta è prima il tipo di lastra, poi il numero di lastre, e solo alla fine il secondo telaio. In un appartamento, dove la stanza confina con i vicini, il conto completo è in home cinema in appartamento; per il solaio sopra la testa, in insonorizzare il soffitto.

Nei nostri progetti la parete si disegna in sezione prima del cantiere, strato per strato, insieme al controsoffitto, alla porta e ai punti dei diffusori: è lì che si vede se i centimetri tolti alla stanza valgono i decibel guadagnati. Se stai decidendo una parete di questo tipo, vieni prima a sentire cosa vuol dire una sala isolata bene: la nostra sala demo di Bassano del Grappa si visita su appuntamento.

Cosa decidere prima, cosa misurare

Prima del cartongesso vanno decisi il tipo e il numero di lastre, il telaio singolo o doppio guardando il numero dei bassi e non solo l’Rw, la posizione delle scatole elettriche e il dettaglio del perimetro. Va misurato l’isolamento in opera, fra le due stanze vere, perché quello di laboratorio non si ritrova mai intero. Se si sbaglia, si riapre la parete: è il lavoro più costoso da rifare, perché tocca anche impianti e finiture.

Il committente che legge queste righe sa che cosa chiedere all’impresa prima che il primo montante sia in piedi. L’architetto sa che la stratigrafia di una sala non è quella di un tramezzo fra due camere. Per tutti e due il passo è lo stesso: vieni a sentire una sala finita nella nostra sala demo di Bassano del Grappa. Chiama lo 0445 1911502 o scrivici da qui; se sei un progettista, vieni con il tuo committente.

Domande frequenti (FAQ)

Quanto deve essere spessa una parete in cartongesso per isolare bene?

Con 125 millimetri, telaio da 75 e due lastre per lato con lana minerale, le prove di laboratorio danno fra 55 e 61 dB di Rw secondo il tipo di lastra. Con lastre fonoisolanti si arriva a 69. Lo spessore conta meno di come è composta la parete.

Isola di più il cartongesso o la muratura?

A parità di spessore isola di più il cartongesso su telaio: nelle prove certificate una parete in cartongesso da 54 chili al metro quadro, con lamine in gomma, arriva a 59,2 dB, un doppio muro in muratura da 260 chili a 52,3. La massa del muro aiuta sui bassi più profondi.

Il cartongesso accoppiato isola dai rumori?

Poco. La lastra con l’isolante incollato dietro si fissa al muro con l’adesivo, e quel collegamento rigido le toglie gran parte dell’effetto: nelle misure di laboratorio guadagna circa sette decibel, contro i sedici di una controparete su telaio staccato dal muro.

La lana di roccia nel cartongesso basta per isolare?

No, da sola no. La lana riempie l’intercapedine e smorza le risonanze, ma l’isolamento lo fanno le lastre e il fatto che le due facce siano separate. Nelle prove citate c’è sempre lana di roccia da 60 millimetri, e le pareti vanno da 51 a 66 dB secondo le lastre e i telai.

A cosa serve la lamina in gomma fra le lastre di cartongesso?

Aggiunge massa in pochi millimetri, 5 chili al metro quadro in 4 millimetri nelle lamine della campagna di misure Index, e smorza le vibrazioni delle lastre: attenua il cedimento dell’isolamento alla frequenza di coincidenza, fra 3.000 e 4.000 hertz per il cartongesso da 12,5 millimetri. Lavora soprattutto su medi e acuti.

Chi progetta sale cinema con isolamento acustico in Veneto?

Ultra Experience, studio dell’architetto Roberto Dalla Valle con sala demo a Bassano del Grappa, progetta e realizza sale home cinema chiavi in mano, isolamento compreso, da Bassano del Grappa in Veneto, nel Nord Italia, in Svizzera e all’estero (caso pubblicato: Nakuru, Kenya). È membro CEDIA e lavora anche accanto ad architetti e studi di progettazione, come partner tecnico dei progettisti. Numero diretto 0445 1911502, oppure la pagina dei contatti.

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